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Carato

Cosa significa il termine carato?

Il termine carato (al plurale carati) identifica l'unità ponderale di riferimento nel mondo dei preziosi e può riferirsi tanto alle leghe metalliche preziose quanto alle pietre preziose.
Nel caso delle leghe metalliche, il termine carato è collegato all'oro: nello specifico si riferisce al contenuto di oro puro presente in un manufatto realizzato con metallo prezioso contenente oro.
Generalmente espresso con le lettere "kt", "k" o "ct", il carato identifica il numero di parti degli elementi che compongono la lega metallica contenente oro di cui è composto il manufatto in oggetto.
Il numero di parti totale è 24 quindi se un manufatto è realizzato interamente in oro puro allora l'oro è a 24 carati perché appunto contiene 24 parti d'oro su 24 disponibili: se invece fosse a 22 carati, conterrebbe 22 parti d'oro puro e 2 parti di altri metalli.
Solitamente l'oro in gioielleria è a 18 carati.

Il termine carato trae le sue origini dal greco "keras" (in italiano equivale a "corno") ed è riferito ai semi del frutto del carrubo che erano utilizzati nell'antichità come peso di confronto per i materiali preziosi.
Tabella riepilogativa dei carati dell'oro
Il carato è anche utilizzato nel mondo delle pietre preziose e, in particolare, per qualificare il peso dei diamanti.
Nel 1832 in Sud Africa, il luogo in cui ai tempi vi era la più grande produzione ed esportazione diamantifera mondiale, venne fissata l'equivalenza con il sistema metrico decimale: un diamante di un carato corrisponde al peso di 0,2 grammi.
Tale equivalenza venne ratificata nel 1907 identificando il cosiddetto carato metrico, pari appunto a 0,2 grammi, come unità di peso dei diamanti.
Tabella riepilogativa dei carati dei diamanti
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